Oggi mentre ero lì seduto sulla navetta che circola nel mio quartiere mi sono trovato spettatore di un avvenimento insolito. In attimo ero circondato da passeggini (la maggior parte dei quali senza involucro esterno) che ostruivano il flusso dei passeggeri, occupando inoltre, gran parte dello spazio disponibile. Nonostante io creda fermamente nell'importanza di portare fuori i bambini e di mostrare loro il mondo anche nella più tenera età e che sia per le persone un'esperienza gradevole veder risplendere nei loro occhi la nuova vita e la giovinezza più innocente, mi avilisce il comportamento di alcune persone, che ostenta maleducazione e incorrettezza per non dire inciviltà. Per quanto si possa essere tolleranti, io credo nelle regole e nel buon senso, del quale si sente la mancanza in certe situazioni, a maggior ragione se la circostanza ne richiede una dose "extra". In questo caso l'errore è stato dell'autista che ha dimostrato di non saper mettere in atto le norme previste per la chiusura dei veicoli per il trasporto dei neonati sui mezzi pubblici. La storia, ahimè, non finisce qui, mi ha colpito molto infatti (con accezione negativa ovviamente) che i possessori dei passegini scoperti, si sono sentite erroneamente in dovere di lamentarsi e protestare per la mancanza di spazio sul mezzo. Questo evento è un' inconfutabile prova della regressione spaventosa che la mentalità dell'italiano "medio" che alle volte, quando si verificano situazione come questa, sfacciatamente non si cura del disagio che crea e si lamenta delle mancanze di chi lo circonda. A mio avviso, se nelle situazioni di tutti i giorni si verificano eventi in cui si può respirare malessere, la causa è solamente della maleducazione e delle abitudini sbagliate di un popolo egoista, che che riflette su larga scala quell'ideologia furbesca italiana. Se intendiamo cambiare in meglio, è necessario partire dalle piccole cose infondo il mare stesso, è fatto di gocce.
GIOVANNI MECOZZI